| CD Torre del Greco | ||||||||
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| COME E’
NATA L’IDEA DEL CD In una sera di amarezza, quando un vecchio marittimo
mi sparò a bruciapelo due proverbi torresi che ignoravo: ”Turrise,
genovise e punzise, uno per’ ogni paise.”, ”A fa’ bene nun sta
bene, a fa male nun c’e male.”. Potrei azzardare che noi torresi
diamo l’impressione di individui con un quotidiano desiderio di
rivalsa per torti, come dire, immaginari, ricevuti da tutti e da
nessuno. GLI ARGOMENTI Gli argomenti che ho trattato nel CD sono relativi ad una Torre del Greco quasi scomparsa che i giovani non solo non conoscono, ma che non si sentono stimolati a conoscere, perché è lontana anni luce dal loro clichè epocale, dal modello sociale degli odierni mass-media. Non perché i giovani torresi d’oggi non abbiano sentimento, anzi, quello ce l’hanno più degli anziani ed è autentico, anche se compromesso dall’ipocrisia epocale e spesso precluso da drenaggi catarsici. Oggi è tutto facile e scontato. Diciamo liberamente che il sentimento dei giovani del dopoguerra era sempre un ibrido di cuore e sesso, ”grazie” alle repressioni e al bigottismo di un tempo. Allora il ”drenaggio” agognato era fisiologico in maniera prioritaria, comunque mai dissociato dal sentimento. Ma quello che mi sconcerta è che i giovani non sono nemmeno più stimolati dalla curiosità. Sarà perché in questo lavoro l’ho troppo buttata sul culturale che oggi vale a dire noia. LE FESTE TORRESI Chi può stimolare, ad esempio, la festa della Croce
e dei Santi di Torre del Greco, se non gli ”anta” che l’hanno
vissuta. Fu soppressa negli anni 50. Secondo me la Festa rappresenta la
soglia tra la vecchia Torre del Greco buona, amorevole, romantica e
quella, per così dire, pragmatizzata, tecnicistica (per non dire altro)
dei giorni nostri. La nostra città riconquisterebbe i vecchi splendori
solo se una mattina, svegliandoci, al posto delle migliaia di automobili
lungo le strade rivedremmo le numerose statue dei Santi che a maggio
invadevano le strade; l’unico inquinamento era l’alito umano. LE LETTURE LA NARRATIVA RADIO VIRTUALE
E’ presente una radio virtuale nel CD dove è possibile sintonizzare vari argomenti. Si possono ascoltare poesie, proverbi, filastrocche dei nonni, voci antiche di venditori ambulanti: ”’0 conciatiane, ’o conciambrelle”; ”’E tenevo ’a rete ’o pagliaro ’e ppullanghelle arrustute, spighe d’oro”; ”’E nnanasse, ’e nnanasse, cu ’a figlia faccio ammore e cu ’a mamma me spasso”; ”Fa cavure a mmare, ih c’alice, teng’argiento ’nda spasella”; Fattillo c ”o limone ’o pesce ”; ”So ’ chine ’e fuoco ’e mellune. Teneno ’o guoco d ”o Vesuvio. S’e appicciato ’o ciuccio cu ttutt’a carretta ”. Oggi le voci sono sommesse, gridano le armi, la violenza fisica e morale, la sopraffazione e la prevaricazione. Le coscienze sono smarrite e disorientate. Ciò che si vede e si sente per la strada spesso non è gradevole. Talvolta saltano fuori argomenti pregni di lordura e di squallore. |
I
PERSONAGGI CARATTERISTICI In questa sezione compaiono foto e notizie dei personaggi torresi autentici. Mi ha ispirato Vittorio Vitiello. Egli è uno che quando si emoziona mostra il braccio con i peli rizzati. Sta sempre con quel braccio pronto quando naviga nel CD e gli brillano i lucciconi. Mi ha fornito, tra l’altro, le foto della festa dei Santi. Vittorio è senz’altro un autentico rappresentante di quella Torre che non c’è più. Egli riprende il carro dell’Immacolata come nemmeno la RAI sa fare. In mano non regge la macchina da presa, ma il suo terzo occhio. Col suo giocattolone da ripresa immortala ogni ”azione” della sua città, senza luci, senza ciak, per gridare a tutti: questo l’ho fatto io, vedete, questa è la mia città, quella che ho avuta nel cuore pure quand’ero sugli oceani, per lunghi mesi. Chi non comprende questi personaggi genuini, candidi (come Vittorio con la sua ”vocazione”) ignora i valori umani e sociali della vecchia Torre del Greco, vive in una dimensione troppo adulta e bivacca nel moderno contesto di una città contenitore. LO SPORT Sono leggibili a forma di tomo gli appunti di storia della Turris tratti liberamente e per cortese concessione dell’autore dal libro: ”La Turris 1944/1994”, cinquant’anni di calcio a Torre del Greco di Giuseppe Picciano. Il seguito è a cura di Antonio Abbagnano. Su Internet: www.bip.it/turris.Chiaramente non mancano le foto antiche della squadra. Vi sono tutte le dirigenze e le formazioni. Testo utilissimo per le ricerche. Infatti tutti i testi e le foto riguardanti Torre sono stampabili.
IL TEATRO Volutamente non vi è una cronologia ben precisa, né una settorialità nell’esposizione delle immagini di scena perché il teatro è uno, e non ha tempo, e cioè un apografo della vita, ed i suoi attori sono seminati nel tempo, senza epoca, né una propria identità, perché il teatro è il popolo, l’attore e solo il suo degno tramite. E’ stato ampiamente ricordato il compianto Lucio
Beffi, col suo ”terrazzo saraceno con la pancia di pece nera”. Il
covo della sua infanzia. E Lucio lì nutriva la sua fantasia di artista
perché aveva solo due alternative: riscendere giù tra convenzioni,
compromessi e dolori della sua terra oppure sublimare i suoi ideali
spiccando il volo verso il cielo infinito. Da qui si dipana una vita
spesa per 1’arte nel tentativo di imparare a volare, cioè spiccare un
salto verso la libertà. Oni sua ascesa, ogni successo era un battito d’ali,
era una speranza in più per il suo popolo, così allegro, così geniale
ma spesso così sfortunato. L’ARTE Torre del Greco pullula di artisti. Poeti, scrittori, ma soprattutto pittori. La nostra terra ha antichissime tradizioni culturali, tutta la Campania rigurgita di Arte e cultura. Certo Torre non ci ha dato Michelangeli o Raffaelli, ma ancora ci da gli artisti del corallo primi nel mondo, in assoluto. Vi è la storia dell’Istituto d’Arte con numerose immagini di opere in corallo, cammeo, madreperla, ecc., e foto d’epoca. STORIA DI TORRE Una storia di Torre del Greco che vuol essere quasi un incentivo per approfondimenti maggiori da farsi con i testi citati nella sezione Letteratura della pubblicazione elettronica. Libri scritti da nostri illustri concittadini, di cui abbiamo fatto tesoro per queste ricerche. Auguriamo un futuro migliore a questa antica, meravigliosa, quanto martoriata città, posta su una delle coste più belle del mondo. LA LETTERATURA Torre del Greco vanta una vasta tradizione letteraria. Qui mi limito ad esporne l'aspetto bibliografico per ragioni di snellezza del veicolo elettronico che trasporta il mio lavoro. I libri che citano Torre del Greco o che ne riportano notizie sono centinaia; tratto solo quelli scitti per Torre e su Torre. LA MUSICA Nel CD sono presenti 10 brani musicali integrali famosi antichi 200-800, magistralmente eseguiti dal gruppo "Napoli Antica"; 10 canzoni torresi integrali di Giuseppe Raiola autore di parole e musica tra cui la famosa "Curallina" cantati da professionisti. Inoltre accompagnano le varie sezioni in sottofondo oltre 50 brani di musica immortale 700-800 eseguiti dal vivo dal M° Pignatelli e 10 arie liriche famose 700-800 eseguite dal soprano Scognamiglio. VARIE Vi sono tanti altri argomenti e sezioni sparsi qua e
là nei meandri di questo minuscolo supporto elettronico che comprime
una larga messe di cose torresi. CONCLUSIONE Quando pubblicai i libri "Da Magonza a Torre del Greco" e "Torre antica come messaggio d'amore" un solo torrese venne in tipografia e, abbracciandomi, mi disse: sei un poeta. Dopo l'esperienza giornalistica degli anni 70, dove tutta la fatica letteraria veniva premiata con il dileggio per qualche refuso o una svista ortografica, non mi aspettavo un apprezzamento tale, e soprattutto da un addetto ai lavori. A Torre non è sufficiente il "nemo propheta in patria", se crei qualcosa di valido, di efficace vieni isolato, tenuto a bada, come se il fatto d'arte fosse monogamico, monopolistico. Ma quello che mi stupì di più fu l'appellativo "poeta" per libri: l'uno ibrido con l'ossatura tecnicistica, con saggistica e narrativa; e l'altro a priorità iconografica. Una cosa è conoscere, ma l'altra è prendere la consapevolezza che la poesia non è solo nei versi. Questa volta lo dico io, anche se non dovrei, credete, in questo CD la pregnanza poetica è prioritaria, forse non di primo acchito, un po' come accade con la musica immortale, ascoltata la terza volta te ne innamori. Il merito non è mio, è di tutti i torresi, con i loro volti nelle foto d'anteguerra, le loro strade, il loro porto, le loro tradizioni, il loro folklore. E' la città che ha sprigionato arte, e né l'una e né l'altra sono mie, sono di noi tutti. Luigi Mari |
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